mercoledì, 02 aprile 2008, ore 21:12
scarabocchiato da CharcoalGrey in vita quotidiana, anima graffiata

Tristezza, stanchezza....rabbia!! Ecco di cosa sono fatta adesso...e tutto per colpa di un lavoro dove la gente altro non sa fare che parlarti alle spalle, inventare storie e avere sempre una scusa per non lavorare...

Non vedo l'ora di andarmene....quel posto è un venefico.

Per il resto tutto tranquillo e regolare...sono dura a morire ma adesso dopo questa bella notizia non ho più tanta voglia di scrivere...scusatemi.


Permalink * commenti (4) * commenti (4)(popup)





lunedì, 11 febbraio 2008, ore 20:56

Vorrei avere una sfera di cristallo e guardare il mio futuro, vorrei un solo sguardo avanti e  vedermi da qui ad un anno, o forse due…

Vorrei che te amore mi stringessi forte cancellandomi tutte le paure.

Vorrei che tu, oh cara genitrice della metà de mio DNA, fossi meno cocciuta e mi permettessi un nuovo riavvicinamento a te.

Vorrei non avere incubi queste notti.

Vorrei non essere stanca.

Vorrei finire i miei libri…giusto a volte per perdermi in un mondo a cui non appartengo, ma in maniera del tutto assurda sentirmi anche parte di esso…

Vorrei che tu, Aguzzino caro, mi dessi un consiglio degno del ruolo che ricopri nella mia vita…di solito lo fai sempre ma in questa circostanza non ci sei come vorrei...ed io nel mio egoismo di figlia vorrei solo una famiglia un po’ meno incasinata…

Vorrei essere più sicura di me, di noi, di Voi….di tutto quello che mi circonda…ne ho di capacità, lo dimostro sempre….allora perché non sono come vorrei?

 

 

Vorrei amarmi solo un po’ di più…..


Permalink * commenti (7) * commenti (7)(popup)





mercoledì, 11 luglio 2007, ore 20:58

Ennesima discussione, ennesime frasi taglienti come lame…
Sono stanca di te, stanca del tuo essere così tremendamente debole in certi casi, stanca del dover sempre essere costretta ad abbassare la testa ogni volta, stanca delle cose che mi hai fatto e che non ho mai ritirato fuori per rispetto della figura che dovresti ricoprire.
Ma oggi sono più stanca che mai.
Oggi sono arrivata al punto che non voglio più rispettare l’autorità che hai su di me.
Non voglio più dare retta al mio cervello e capirti. Doveva essere un giorno felice per me questo ed invece ieri mi hai martoriato il cervello per l’ennesima volta. Ieri hai fatto quello che hai sempre adorato fare: farmi sentire in colpa.
Non lo fai apposta….ok, ma lo FAI. Mi dai fastidio ora. Non voglio vederti più se non per qualche pranzo la domenica. Non voglio che tu sappia più nulla di me.
Non ne hai più alcun diritto.
Parto 4 mesi…e spero poi per sempre.
Sono stanca di essere paragonata, sono stanca di non poterti rispondere a tono perché ho paura di te.
BASTA!!
Hai parlato una volta di troppo…e l’hai fatto davanti a mio fratello e a mia zia...sai quanto odio discutere davanti a tutti e te invece ci godi nel vedere gli altri vederti soffrire. Io riesco a rimanere impassibile per non provocarti ulteriormente, te invece lì, con le tue lacrime, le tue fra sette studiate apposta…mi fai specie! E poi io sono l’immatura…te hai 20 anni più di me! Diamine!
Non riesco più a provare dispiacere nel vederti così, riesco a provare rabbia, dici che non riesco ad essere matura ma guardati! Parli bene di me agli altri, e so che mi vuoi bene, anche io te ne voglio, ma non riusciamo più a capirci…non ci siamo mai riuscite.
Mi sei mancata quando ero piccola, mi manca ora non avere un fottuto rapporto con te.
Ci abbiamo provato…non ci siamo riuscite per l’ennesima volta.
Ma che volevo fare tornando da te? Speravo forse che tutto cambiasse ed invece nulla…le persone non cambiano.
Io sono sbagliata per te e tu lo sei per me.
Questa è la realtà.
E mi mancherai sempre.

Permalink * commenti * commenti (popup)





lunedì, 09 luglio 2007, ore 16:33

Da oggi un lieve senso di malessere, di imperfezione, di malinconia anche…
Stanotte mi sveglio, la cicatrice sul ginocchio si fa sentire, un’operazione banale, dieci anni fa eppure così presente. A quel punto, nell’oscurità della notte la mente è libera di correre, di tornare indietro e andare avanti, di piegare il tempo secondo un suo capriccio. E infatti eccola, eccola che fa andare la mia mano dal ginocchio destro alla gamba sinistra…la fa scivolare nell’interno coscia, giusto per verificare se c’è ancora, giusto per controllare che non è stato tutto solo un incubo, che l’ho fatto sul serio…ed eccola lì, fiera di esserci, la cicatrice. Si sente la pelle imperfetta, un piccolo taglio lungo si e no cinque centimetri e largo mezzo…un momento di rabbia in un periodo sin troppo triste.
Ho i flash, non era profonda, sembrava banale ma l’ho dovuta bendare perché di tanto in tanto si riapriva e sanguinava.
Ricordo le lacrime, erano tante allora, ricordo la rabbia e l’impossibilità di sfogarmi per via di qualche blocco mentale del cazzo.
Ricordo il senso che mi opprimeva in quel periodo, la sensazione di inutilità, di vuoto costante, di apatia interiore.
Mi nutro di emozioni e non c’era più nulla, non ero più in grado di darmene nuove…quel momento di rabbia era il primo da mesi, rabbia contro me stessa che non riuscivo a fare nulla, rabbia contro una situazione che mi faceva boccheggiare.
Non ricordo nemmeno il dolore. So che mi ha fatto sentire maledettamente viva.
So che quel dolore fisico era l’unica cosa che separava me da un sasso. Io provavo ancora dolore. Avevo sensazioni. Le dovevo suscitare. Le dovevo estrapolare dal mio corpo. Il triste è che non era la prima volta che mi capitava un periodo del genere. E non era la prima volta che adottavo misure così drastiche con me stessa. Da malati lo so. Ma non ero mai arrivata a tanto. Erano solo i polpastrelli delle mani all’inizio, piccoli tagli,grafi sembravano, avolte più profondi.…ma quando ho iniziato? Ricordo i miei 15 anni…o forse prima…da bambina, quando mi incavolavo e nessuno mi capiva, quando avevo paura di dire quello che mi aveva fatto male per paura di essere punita. Quando la rabbia dentro era incontenibile. Quando non parlavo perchè nessuno mi avrebbe ascoltata. Ricordo il primo morso che mi sono data. Sul braccio. La faccia di mia madre quando le ho detto il perché tra le lacrime dopo ore di interrogatorio.
 
Ho giurato a me stessa di non prendere più in mano un paio di forbici o un taglierino, o qualsiasi oggetto in grado di tagliare.
Ho giurato di non voler più deturpare il mio corpo.
Sono passati due anni.
Stanotte ho risentito tutto più vivo che mai…eppure lo vedo ogni giorno davanti ad uno specchio quello che sono e che sono stata.
Vedo che la sofferenza non è passata solo sul mio animo ma anche sul mio corpo.
La gente spesso non chiede, ed io la ringrazio.
Ma stanotte ha bruciato.
Scrivendone ora sento lo stomaco rigirarsi…io che ero così, mi vergogno quasi a parlarne, sono degna di una gabbia di matti.
 
 

Permalink * commenti (3) * commenti (3)(popup)